L’archivio dei Cantieri teatrali Koreja
I Cantieri teatrali Koreja non sono solo un teatro: nella terminologia archivistica si potrebbero definire un vero e proprio ente produttore. A prima vista, associare il teatro – con la sua intrinseca dimensione effimera, che vive nel momento della rappresentazione per poi dissolversi fino alla replica successiva – all’archivio, che per sua natura custodisce la memoria in forma stabile e permanente, appare quasi un ossimoro. È l’effimero che si cristallizza. Eppure, non è così.
Il teatro, infatti, non è soltanto arte in scena: specie nella seconda metà del Novecento è stato anche storia, laboratorio politico e sociale, tentativo di cambiare il modo di guardare al mondo. I teatri hanno prodotto documenti, carte, materiali multimediali che testimoniano ciò che è accaduto dentro e intorno a loro. E se, come afferma Eugenio Barba, “il teatro è un altro modo per fare politica”, allora ordinare e studiare gli archivi teatrali significa aprire nuove prospettive sulla società, sui conflitti ideologici e sulle trasformazioni del Novecento.
È in questa prospettiva che si inserisce l’archivio dei Cantieri teatrali Koreja: una memoria viva che consente di leggere non solo la storia di una compagnia, ma anche quella del territorio salentino e, più in generale, del teatro e delle imprese culturali in Italia.
Koreja nasce nel 1983 ad Aradeo, dall’iniziativa di quattro giovani studenti – Salvatore Tramacere, Stefano Bove, Franca Caralla e Francesco Ferramosca – che, partendo dall’esperienza del Circolo di cultura cinematografica S.M. Ejzenstein, danno vita all’Associazione culturale Koreja. Si collocano idealmente nel solco del Terzo Teatro di Eugenio Barba e dell’Odin Teatret, ereditando suggestioni e metodi, ma elaborando da subito un percorso autonomo. Gli anni Ottanta e Novanta sono segnati da rassegne come Aradeo e i teatri e da incontri decisivi con figure quali Cesar Brie e Silvia Ricciardelli. Alla fine del decennio, il trasferimento a Lecce, con la ristrutturazione di un ex mattonificio, segna l’avvio di una nuova stagione: nascono rassegne come Strade Maestre e Teatro dei Luoghi, si consolidano le tournée internazionali e il rapporto con i progetti europei, fino al riconoscimento ministeriale come Teatro stabile d’innovazione e, oggi, Centro di produzione teatrale.
Parallelamente alla vita artistica, Koreja ha prodotto e accumulato una vasta mole di documentazione, dichiarata nel 2007 dalla Soprintendenza archivistica per la Puglia di interesse storico particolarmente importante e quindi sottoposta a tutela come bene culturale dello Stato. L’archivio si articola in sei grandi serie: Amministrazione, Organizzazione, Produzione, Attività, Materiale multimediale e Biblioteca, cui si affianca l’archivio aggregato di Finisterrae Theatra.
Di particolare rilievo è la serie Materiale spettacoli e produzioni, che raccoglie in ordine cronologico una grande quantità di materiali promozionali: brochure, volantini, calendari, programmi di rassegne, locandine, pieghevoli, segnalibri. Dalle prime iniziative ad Aradeo nel 1983 fino alle attività a Lecce, la documentazione testimonia non solo l’intensa produzione teatrale ma anche la continua ricerca di innovazione grafica e comunicativa. Spettacoli longevi come Giardini di Plastica o Il Pasto della Tarantola compaiono in diverse elaborazioni visive, segno di una costante attenzione all’immagine. Decisiva, in questo percorso, la collaborazione con la società di comunicazione BigSur, che da anni cura l’identità visiva di Koreja, contribuendo a rendere immediatamente riconoscibili le sue rassegne e i suoi spettacoli, veri e propri marchi culturali del territorio.
Questa stessa serie è stata oggetto di un importante intervento di digitalizzazione realizzato grazie al progetto sviluppato nell’ambito del TOCC Digitale per la transizione digitale degli organismi culturali e creativi, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU – PNRR, Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 – Turismo e Cultura 4.0 (M1C3), Misura 3 “Industria culturale e creativa 4.0”, Investimento 3.3 “Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde”, Sub-Investimento 3.3.2 – Sostegno ai settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale (Azione A II). L’intervento ha permesso la realizzazione delle copie digitali e la creazione di una piattaforma con cui scoprire e consultare il patrimonio Koreja, rendendolo accessibile a un pubblico più ampio e rafforzando il legame tra memoria storica e fruizione contemporanea.
L’archivio distingue i materiali prodotti in Italia e in lingua italiana da quelli realizzati per l’estero e in lingue straniere. A questi si affiancano i numerosi manifesti, le fotografie e i video che completano un mosaico documentario di straordinaria ricchezza.
Studiare oggi l’archivio Koreja significa non solo ricostruire il percorso di una compagnia teatrale, ma anche osservare la Storia – quella con la S maiuscola – da un punto di vista inedito: la storia del teatro come storia sociale, economica e politica di un territorio e delle sue relazioni con il mondo.